
Il Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 rappresenta una svolta storica per la normativa italiana sulla disabilità. Attuativo della Legge Delega 227/2021 (legata al PNRR), il provvedimento introduce un cambio di paradigma: si passa da una visione puramente assistenzialistica a una basata sui diritti e sulla centralità della persona.
Ecco i punti fondamentali della riforma:
1. Nuovo Linguaggio e Definizione
La riforma abolisce termini come “handicappato” o “portatore di handicap”, sostituendoli ufficialmente con “Persona con disabilità”. La disabilità non è più vista solo come una patologia medica, ma come il risultato dell’interazione tra una persona con menomazioni e le barriere ambientali o sociali che ne impediscono la partecipazione (modello “bio-psico-sociale” in linea con la Convenzione ONU).
2. Il “Progetto di Vita” Individuale
È il cuore della riforma. Ogni persona con disabilità ha il diritto di richiedere un progetto di vita personalizzato e partecipato. Non è più la persona a doversi adattare ai servizi esistenti, ma sono i servizi a dover essere cuciti attorno ai desideri, alle aspettative e alle necessità del singolo, garantendo continuità e portabilità dei sostegni.
3. Valutazione Multidimensionale (UVB)
Viene superato il vecchio sistema di accertamento basato solo su commissioni mediche. Nascono le Unità di Valutazione di Base (UVB), team multidisciplinari composti da medici, professionisti sociali e sanitari. Questo gruppo ha il compito di valutare non solo lo stato di salute, ma anche le potenzialità e il contesto di vita della persona.
4. L’Accomodamento Ragionevole
Il decreto introduce nella Legge 104/1992 il concetto di accomodamento ragionevole: soluzioni tecniche o organizzative (non eccessivamente onerose) che permettono alla persona con disabilità di godere dei propri diritti in condizioni di parità, ad esempio sul luogo di lavoro o a scuola.
5. Semplificazione e Unificazione
La riforma punta a semplificare i processi di accertamento. L’obiettivo è creare un procedimento unico per il riconoscimento della condizione di disabilità, riducendo la burocrazia e integrando i dati attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico.
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